Sai quando…sai che

Pubblicato il 05/02/2018

Disegno matite serie B, “mia madre”. (M. C. C.)

 

Sai quando…

sei ancora agli antipodi,

ed il tempo passa, ma tu non ci fai caso:

tanto morirò giovane, ti racconti.

 

Sai quando…

passeggiando per il parco, sfugge uno sguardo,

e va a posarsi sulle panchine, occupate da

volti solcati e teste canute: trema il cuore.

 

Ma sai che…

scopri una nuova tenerezza,

una calda malinconia, un momento,

mentre la vita cresce, sconvolta.

 

Sai quando…

ridi e ridi, tra gioia inaspettata, regalata,

come fosse una danza segreta e tu una girandola,

sospesa ad un passo da terra, è la felicità.

 

Sai quando…

riesci a vedere la bellezza del pianeta,

chiudi gli occhi, il cuore accelera, sei sola

in quest’ignoto, così lontano ma intero in te.

 

Sai che…

volerai senza ali nell’intervallo del tempo, in alto,

oltre l’atmosfera, per scoprire il segreto dei pianeti:

un po goffa, mimi il nulla in un silenzio buio.

 

Sai quando…

vedi l’infinito oscuro tappezzato di luce stellare,

il pulviscolo ti liquefà gli occhi, mentre, disperata cerchi la tua,

e, disorientata, comprendi che è stata sempre lì, nel tuo cuore.

 

Ma sai quando…

che fortuna averle incontrate! Una di esse  ti scelse!

Ma che sfortuna non averla vissuta,

ti ricordi, era soltanto un sogno.

 

Sai che…

odio i cimiteri, inutili, puzzolenti di fiori marci

e liquidi carnali che trasudano nel legno,

raccontando solo tristezza e disperazione.

 

Sai quando…

ti accorgi di un mondo sconosciuto nel tuo volto,

attratto dalla terra nell’orribile, inaspettata, smorfia

ai lati delle labbra, gli occhi gocciolano, il cuore è fragile.

 

Sai che…

la vita è bella, a volte, quando la vedi e ci cammini

gioiosamente dentro, a volte, dopo il dolore,

che ti fa confessare anche l’inconfessabile.

 

Sai quando…

altre vite spuntano dal nulla senza avvertirti,

sei circondata, il respiro si fa corto e non aiuta:

poi c’è il vuoto, non provare a fregare il destino.

 

Sai quando…

un delirio vitale ti consuma dentro,

dovunque vai sta sempre lì, attaccato

come una seconda pelle, con spudorata pazienza.

 

Sai quando…

provi a fidarti, soffocando il cuore in gola per la paura

e cerchi forza nei colori dell’universo, ma,

nell’ombra attenderai l’offesa, il cuore lo sa già.

 

Sai che…

il bicchiere mezzo pieno e quello mezzo vuoto, sono,

una stronzata pazzesca! Tatuaggio in sù, ai lati della bocca,

un nuovo settecento storico, ed il bimbo ride.

 

Sai quando…

il tempo non esiste, ma lo ammazziamo, e,

la noia ci porta via prima della morte, la fragilità

ci prepara, noi che non lo saremo mai, pronti.

 

Sai quando…

ti accorgi delle pause, bugie e maschere,

le non verità, le mille verità …puff, ognuno ha la sua,

abiti indossati per un raggio di sole o di luna.

 

Sai quando…

il corpo non risponde e il cervello si accanisce,

ma lui se ne fotte proprio, stanco di lottare, sussurra:

ancora spazio, “zic’atro, zic’atro”, ancora, ancora.

 

Sai quando…

senza coscienza, imbiancavi dalla nascita, ed ora,

tra lenzuola bianche di terra di siena, con le labbra

serrate, ascolti il rumore di una porta che si chiude.

 

Ma sai quando…

sei certa di non aver vissuto,

o di averlo fatto troppo in fretta,

girando a vuoto nel tempo,

e poi nel buio, un bagliore:

pensi ad un’altra possibilità.

Ma sai quando…

Ma sai che…

Si, lo so…

 

(Maria Celeste Cipolla)