Passato prossimo

Foto di (M. C. C.)
Scalcia, la bambina,
come un cavallo incatenato,
arrivata da un passato prossimo.
Scalcia! Vede solo polvere senza germogli
nelle menti della gente.
Viene da tanto lontano, ma sa
che non è poi così lontano.
Scevra da schemi sociali
e strategie devianti,
priva di sovrastrutture…
non conosce Dei e totem,
o fantocci capaci di insediarsi
nella testa della gente, e lì,
proliferare come un cancro,
annientando ogni spiritualità:
l’uomo è debole di fronte all’ignoto.
Vede soltanto cechi e sordi,
li vede chiari nella sua mente
e rifiuta ogni socialità.
Incatenarla ad un presente,
lotta tra una realtà rifiutata,
non le appartiene.
Cadono i falsi Dei e si riprende
la propria spiritualità.
Vuole tornare nel grembo,
vuole tornare nell’uovo,
vuole annientare lo spermatozoo.
Andare a ritroso sulla strada:
tornare, laddove, il mistero la colse,
ma ora, ha la sua volontà…e
non sceglie, la bambina,
lei è, e sempre sarà,
lassù, tra le ombre.
(Maria Celeste Cipolla)
