Gea

Pubblicato il 05/02/2018

Foto paesaggio. (M. C. C.)

 

Millenni e secoli

secoli e millenni ancora,

rapidamente fuggiti da quando,

Gea,

emergendo dal caos generò il mondo,

cellule, animali, uomini, mostri,

e mostri e uomini e cellule e animali.

Uomini!

Confusi!

Celano, il furore primordiale,

con cui la terra

li marchiò all’origine,

per tutto il ciclo vitale

che le loro cellule

hanno il compito di sostenere.

Mentre la vita

loro fugge pian piano,

crudelmente si rivela agli occhi,

la magnificenza del creato,

che attimi di tempo infinitesimali,

rendono coscienti

di una tortura continua,

come l’alba

quando incontra la notte

in una perpetua inafferrabilità.

Soggiogati.

giacciono nel marsupio,

istupiditi dallo spasmo,

incapaci di affrontare la propria indole,

istinto di libertà,

che il destino

loro sottrae.

(Maria Celeste Cipolla)