Se qualcuno mi cercasse

Pubblicato il 05/02/2018

Io, foto ritocco. (M. C. C.)

 

Se qualcuno mi cercasse,

devi dire che sono fuggita

da codesto mondo,

la cui effigie nulla ha più di umano.

Un mondo identificato

nel secchione dell’immondizia

posto al limite della strada,

la cui unica funzione è quella

di contenere i rifiuti della gente.

Se qualcuno mi cercasse,

devi dire che l’eclissi umana

ha scurito tutti i colori

con i quali la terra

aveva dipinto la nostra vita.

Ogni sentimento degli uomini

è offuscato, ogni pensiero,

nella golbale anarchia di gesta.

Se qualcuno mi cercasse,

devi dire che rifiuto di celarmi

dietro mentite parole di giustizia,

di libertà e uguaglianza dei popoli,

nel rispetto dell’umana dignità,

presunzione di falsi Dei.

Lubriche carcasse di animali,

danzarono nell’oscurità del misero cortile,

avvolte da un fumo grigio,

rivolte verso fioche luci lontane,

che, come false fiaccole accese,

intente in un macabro rituale,

turbarono i miei sogni di bambina,

ed ora, presagio dell’antico sogno,

tornano epilogando il mio futuro.

Se qualcuno mi cercasse,

devi dire che mai più accetterò

la prigionia di uno spazio inadeguato

che la società ha in serbo per ognuno di noi.

Come l’eremita sul monte,

in completa solitudine,

con le narici dilatate

per ubriacarmi d’ossigeno,

accarezzando con le mani,

il cielo e le stelle,

a piedi nudi sulla terra complice,

lontana anni luce

da ciò che pensavo civile,

così vivrò.

Di tana in tana,

di nido in nido,

come un qualsiai animale,

ma libera finalmente

da codesta umanità.

Ed inventerò nuovi colori,

e scoprirò sensazioni dimenticate,

antichi odori,

assopiti dal tempo…

…io vedrò…

E tutto splenderà

secondo una nuova genesi

ancora e per sempre

ai miei occhi.

 

(Maria Celeste Cipolla)