Primo amore

Pubblicato il 05/02/2018

Matite e carboncino su carta. (M.C.C.)

 

Tenera è la notte

quando la luna accoglie

nel suo manto argenteo

l’amore dei suoi figli.

Primo amore che sboccia

nei giovani animi

col fervore istintivo,

ed ingenuo del suo tutto:

un bocciolo di rosa quando schiude

i suoi petali al giorno.

Il mattino saluta

ordinando al sole

di eccedere nel cielo

per festeggiare il miracolo,

il prodigio della natura

che tutto muove,

nel gioco meraviglioso

ed insopprimibile

insaporendo la vita.

Amore, amore, amore,

che sia etero,

che sia lesbo,

che sia verso un bimbo,

o verso la natura…

incosciente…

cui perdoniamo…

ciò che non capiamo.

Amore, amore, amore

e ancora amore

che guida il nostro cammino

domando ogni ostacolo

seminato ad ogni passo…

amore, amore, amore,

per vincere sempre

le tenebre del creato.

È facile gioire…

nel suo nome…

cui la contagiosa felicità

ci riconcilia col mondo, e,

coinvolge ogni umana follia,

e certezza unica di verità,

tra le innumerevoi che

giorno dopo giorno contiamo

senza pervenirne la totalità.

Mimano i giovani corpi

gesti inattesi e sconosciuti

con il potere esclusivo di colmare

l’arsura urgente del bere…

dalla bocca dell’altro..

come desiderio suggerisce,

sedandolo alla vita.

Crollano i demoni

nascono gli angeli

danzano i folletti

di un’infanzia …ancora.

Tendere le mani,

l’uno verso l’altro accolte

al piacere del contatto,

tratterrà il presente

fermerà i condizionali

miracolando la vita.

 

(Maria Celeste Cipolla)