Primo amore

Matite e carboncino su carta. (M.C.C.)
Tenera è la notte
quando la luna accoglie
nel suo manto argenteo
l’amore dei suoi figli.
Primo amore che sboccia
nei giovani animi
col fervore istintivo,
ed ingenuo del suo tutto:
un bocciolo di rosa quando schiude
i suoi petali al giorno.
Il mattino saluta
ordinando al sole
di eccedere nel cielo
per festeggiare il miracolo,
il prodigio della natura
che tutto muove,
nel gioco meraviglioso
ed insopprimibile
insaporendo la vita.
Amore, amore, amore,
che sia etero,
che sia lesbo,
che sia verso un bimbo,
o verso la natura…
incosciente…
cui perdoniamo…
ciò che non capiamo.
Amore, amore, amore
e ancora amore
che guida il nostro cammino
domando ogni ostacolo
seminato ad ogni passo…
amore, amore, amore,
per vincere sempre
le tenebre del creato.
È facile gioire…
nel suo nome…
cui la contagiosa felicità
ci riconcilia col mondo, e,
coinvolge ogni umana follia,
e certezza unica di verità,
tra le innumerevoi che
giorno dopo giorno contiamo
senza pervenirne la totalità.
Mimano i giovani corpi
gesti inattesi e sconosciuti
con il potere esclusivo di colmare
l’arsura urgente del bere…
dalla bocca dell’altro..
come desiderio suggerisce,
sedandolo alla vita.
Crollano i demoni
nascono gli angeli
danzano i folletti
di un’infanzia …ancora.
Tendere le mani,
l’uno verso l’altro accolte
al piacere del contatto,
tratterrà il presente
fermerà i condizionali
miracolando la vita.
(Maria Celeste Cipolla)
