Il cerchio
(Foto M.C.C.)
Un tratto di segno
e il secolo è chiuso
ucciso anzitempo
da menti sopite
da morti viventi.
Rimandate le arti
per i tempi a venire
ai nostri discendenti
ai sopravvissuti
se ancora ci saranno
Ora è tempo di dormire
destarsi è permesso
soltanto al denaro
uccidendo se serve
anche il padre e la madre
L’arte è buona soltanto
se fa guadagno
altrimenti si giudica morta
rimpiazzata da macchine
che vomitano ricchezze.
Nei putridi valori morali
regredisce l’intellettuale
riesumando le corti, in cui,
sesso e violenza
assicurano pancia piena
e conto in banca.
Da tempo si urla:
“è morta la pittura”!
E i morti si celebrano
inventando occasioni
sbarrando la strada
ai vivi successori.
E l’arte gareggia
tra tanta demenza
giungendo ai vertici
di audience e classifiche
come fossero giochi in cui
i mediocri primeggiano
ostentati come moderni eroi
di una realtà irreale.
È il pane quotidiano
di cui si nutre la gente
che trova al mercato
in bella mostra
per essere comprato.
E le nuove generazioni
sistematicamente decimate
da nuove invenzioni
da vecchie guerre
ogni volta riesumate
da malattie sempre più sofisticate
è un punto interrogativo.
Dopo di noi nessuno ci sarà
Questo sembra il motto
per cui viviamo!
Ma la speranza dei pochi
è dura a morire
per cui urliamo
quel grido che corre lontano
nell’eco sparuto verso chi
ancora sa ascoltare
per coloro che vivono
emarginati dalle società
per coloro che salteranno
la linea chiusa del cerchio
iniziando daccapo
il viaggio dell’umanità
(Maria Celeste Cipolla)
