Quando

Pubblicato il 05/02/2018

Grafite su carta da spolvero. (M. C. C.)

 

Quando viatico il sonno

distoglie la mente

da giorni troppo amari

per essere vissuti.

Quando sfacciata, ed inclemente

l’indifferenza s’insinua

nella tua vita compromettendo

la tua socialità.

Quando l’antagonismo

è il solo cibo sulla tavola,

e incontri sempre più brevi

ne rivelano il disagio del contatto.

Quando il telefono squilla

mentre già riagganci la cornetta,

ed il messaggio rimane incompreso.

Quando una rabbia antica

lacera il tuo animo evidenziando

l’incomunicabilità,

conosciuta in passato e

ritorna nel presente.

Quando parole sussurrate affiorano

e annegano contemporaneamente,

sulle labbra, timorose dell’eterno rifiuto.

Quando la sera fugge via, inespugnabile,

lasciando sul letto, due corpi limitrofi,

che, come due rette parallele,

non s’incontreranno mai.

Quando i giorni, sempre uguali,

anticipano una dolorosa, senile solitudine

e non combatti più, saranno

le lacrime ad asciugarti gli occhi.

Quando il piacere della tua esistenza

si materializza nel commiato e

fantasmi entrano, ed escono dalla tua vita.

Quando anni di semina ti negano il raccolto,

e le mani rimangono vuote alla luce, ma,

stanchezza e fatica sono macigni sulle tue spalle.

Quando le difficoltà della vita ti sfidano

ad affrontarle da sola, nonostante

anni di presenza,

di lacrime senza voglia di ridere.

Questo, amico mio

credi sia amore?

 

(Maria Celeste Cipolla)