Oblio

Pubblicato il 16/02/2018

Penne colorate su tela. (M. C. C.)

 

Vaghe sfumature oniriche

Sfrattate da insistenti spiragli di luce

Decisi a finire la notte

Ti destano dal sogno infinito

Nel quale caparbiamente

Immergi il tuo essere.

Nel letto, il volto coperto, e,

Gli occhi socchiusi,

Rifiuti il giorno

In un dormiveglia innaturale

Per opporti ad una realtà

Che non hai scelto.

Ma le voci delle genti

Salgono, dalla finestra aperta

Per trasmetterti un messaggio

Come fossero rumori di una sveglia

Programmata la sera prima

A rammentarti un impegno che non c’è

Dolce oblio

Che ti accarezza le umane membra

Conforta il tuo delirio, e,

Ti protegge dalla vita.

Viatica è la notte

Paladina del tuo zibaldone

Ti proietta nel buio del cosmo

E,

Scusandosi dell’equivoco,

Ti rimanda

In attesa

Alle soglie dell’universo.

 

(Maria Celeste Cipolla)