Le liste bianche, di Iacopo Bellavia
Il libro inizia con Giona, il protagonista, che cerca un nuovo lavoro, in quanto stanco di fare il commesso in un supermercato. Riesce ad avere due colloqui nello stesso pomeriggio: il primo si trova in via degli orti al civico trecentoventiquattro, ma, arrivato lì, si accorge che la strada finisce al centoventotto. Rimane perplesso, “non ricordava il testo dell’annuncio e non c’era né il nome della società né un recapito. Possibile che si fosse fidato di quell’invito?” Pazienza, sta per andarsene quando un cartello attira la sua attenzione chiarendo che, il numero in questione, si trova in fondo al vialetto. Giona si avvia verso quell’appuntamento. Entra nell’ufficio e da questo momento il libro esplode, catapultando il protagonista in una serie di avvenimenti più o meno misteriosi: più grandi di lui. Uno dietro l’altro, senza sosta. Avvenimenti che lo trascinano nel grande mistero del vivere sul pianeta terra. Inquietanti, assurdi, pieni di suspense. Già dalle prime righe, il libro attrae e non molla più il lettore che viene catturato e costretto a leggerlo tutto d’un fiato. Ironia, tratti comici, drammi, sangue, mistero…ecco, quest’ultimo è il più inquietante. Il libro, sembra scritto da uno sceneggiatore, per cui lo vedrei già trasformato in un film, nelle mani di un regista sensibile e capace, che riesca a cogliere le tantissime sfumature, ed emozioni che arieggiano tra le pagine, sicuro che sbancherebbe il botteghino.
Editore “L’Erudita”, lo consiglio a tutti perché sono certa dell’interesse e del piacere che si può provare a leggere un libro completo capace ancora di emozionare. Un’altra cosa, ormai rara, l’onestà di sentimenti che traspaiono tra le sue righe, da una parola all’altra.
(Maria Celeste Cipolla)
