Infanzia

Penna su carta, schizzo. (M. C. C.)
Percorrendo il cammino
a ritroso nel tempo
rammento la pace
dimorare nel mio cuore
la mente sgombra
da tanti pensieri
vivevo imparando
a conoscere il mondo
in cui curiosa
affacciavo gli albori.
Cullava i miei sogni
la madre affettuosa
allontanandomi
dai neri timori
ed io leggevo
sulle foglie gialle
che gli alberi espellevano
dai propri rami
la storia che il mondo
mi poneva dinanzi.
Quanta fiducia
mi albergava dentro
quando ogni ideale
era lontano da me
Assaporavo
col giovane entusiasmo
ogni situazione che
la natura mi confidava
e la gioia di vivere
delle cose più semplici
traspariva da ogni poro
disegnato sulla mia pelle.
Salutavo il mattino
destandomi all’alba
spiandolo dal vetro
della mia finestra
felice di viverlo
nella sua interezza
dipingendolo a volte
con i miei gessetti colorati
in ogni suo manifestarsi.
Congedavo il tramonto
sognando il nuovo giorno
giurando a me stessa
di assaporarne ogni attimo.
Tutto questo fin quando
i mali del mondo
si fecero spazio
insinuando la mente
offuscando i pensieri
spezzando l’incanto
rubandomi il sogno.
Così è volato
il tempo beato
che mi vide fanciulla
senza alcun peccato
che tante promesse
regalò al mio cuore
nessuna mantenendone
sfacciatamente negandomi
il diritto all’amore.
(Maria Celeste Cipolla)
