Infanzia

Pubblicato il 05/02/2018

Penna su carta, schizzo. (M. C. C.)

 

Percorrendo il cammino

a ritroso nel tempo

rammento la pace

dimorare nel mio cuore

la mente sgombra

da tanti pensieri

vivevo imparando

a conoscere il mondo

in cui curiosa

affacciavo gli albori.

Cullava i miei sogni

la madre affettuosa

allontanandomi

dai neri timori

ed io leggevo

sulle foglie gialle

che gli alberi espellevano

dai propri rami

la storia che il mondo

mi poneva dinanzi.

Quanta fiducia

mi albergava dentro

quando ogni ideale

era lontano da me

Assaporavo

col giovane entusiasmo

ogni situazione che

la natura mi confidava

e la gioia di vivere

delle cose più semplici

traspariva da ogni poro

disegnato sulla mia pelle.

Salutavo il mattino

destandomi all’alba

spiandolo dal vetro

della mia finestra

felice di viverlo

nella sua interezza

dipingendolo a volte

con i miei gessetti colorati

in ogni suo manifestarsi.

Congedavo il tramonto

sognando il nuovo giorno

giurando a me stessa

di assaporarne ogni attimo.

Tutto questo fin quando

i mali del mondo

si fecero spazio

insinuando la mente

offuscando i pensieri

spezzando l’incanto

rubandomi il sogno.

Così è volato

il tempo beato

che mi vide fanciulla

senza alcun peccato

che tante promesse

regalò al mio cuore

nessuna mantenendone

sfacciatamente negandomi

il diritto all’amore.

(Maria Celeste Cipolla)