Il tesoro

Penne colorate su tela. (M. C. C.)
Nessuna catarsi mi sorprenderà,
mai più,
bambina davanti all’arcobaleno;
di fronte al sogno di un tesoro lontano
che, nella vita,
appare e scompare
come corpo morto nelle acque del mare.
Deserto fu il cortile dell’arida terra
arida come il cuore del mio oggi,
quando rapì, nello squallido fondo
l’anima mia,
e la polvere scura imprigionò
i riflessi di una giovane stella
sotto scaglie di vetro trasparenti
che a volte il brillìo ancora manifesta
a questi occhi spaventati e stanchi
Bianca è la tela
ove la luce dipingo
con colori che la gente poi non comprende
perché distratte sono le menti,
ingombre da tanti pensieri,
da leggi e da regole assurde,
partorite dall’alba dei secoli,
per creare gabbie in cui non esistere,
in cui soggiogare le anime,
incarnate dentro corpi nati dal niente,
eterni replicanti obbedienti.
Tremano le giovani dita
scostando, timide,
la terra dalla trasparenza
rammentando l’atavica intuizione
che da loro pretende
un ritorno all’antico,
alla tribale magia fatta di un tutto,
ma di un tutto che ancora ci sorprende,
perché è solo l’ignoto ad operare
nelle nostre menti.
(Maria Celeste Cipolla)
