Il tesoro

Pubblicato il 05/02/2018

Penne colorate su tela. (M. C. C.)

 

Nessuna catarsi mi sorprenderà,

mai più,

bambina davanti all’arcobaleno;

di fronte al sogno di un tesoro lontano

che, nella vita,

appare e scompare

come corpo morto nelle acque del mare.

Deserto fu il cortile dell’arida terra

arida come il cuore del mio oggi,

quando rapì, nello squallido fondo

l’anima mia,

e la polvere scura imprigionò

i riflessi di una giovane stella

sotto scaglie di vetro trasparenti

che a volte il brillìo ancora manifesta

a questi occhi spaventati e stanchi

Bianca è la tela

ove la luce dipingo

con colori che la gente poi non comprende

perché distratte sono le menti,

ingombre da tanti pensieri,

da leggi e da regole assurde,

partorite dall’alba dei secoli,

per creare gabbie in cui non esistere,

in cui soggiogare le anime,

incarnate dentro corpi nati dal niente,

eterni replicanti obbedienti.

Tremano le giovani dita

scostando, timide,

la terra dalla trasparenza

rammentando l’atavica intuizione

che da loro pretende

un ritorno all’antico,

alla tribale magia fatta di un tutto,

ma di un tutto che ancora ci sorprende,

perché è solo l’ignoto ad operare

nelle nostre menti.

 

(Maria Celeste Cipolla)