Il mio tempo

Manichini. Foto. (M. C. C.)
Sfugge il tempo sul pianeta
con la sua corsa veloce, e,
giorno dopo giorno, noi,
incespichiamo in una burla stantia,
tutti insieme, tra queste quattro mura,
dove la tragedia vuole compiersi.
Ma io, non approvo, e lentamente,
prigioniera delle tante vite,
vago fiduciosa, alla ricerca
dei numerosi abitanti di questo corpo.
Mi salveranno? Forse!
Sarà per la promessa che ti feci
sul momento dell’andare?
Quanto dura una promessa?
Quanto un ex voto suscepto?
Mi ritrovo, avvolta nell’inattività,
smarrita nel dolore e nella paura,
per tutto questo piccolo tempo,
il grande tempo della mia vita.
Sostengo il pesante macigno,
che dura da secoli…e lui,
mi spinge le spalle
dentro un tempo infinito.
A tratti sento scorrere la vita tra la gente,
invisibili ombre d’immagini,
che mi saltano davanti,
fermandomi con l’inerzia,
allora, implodo,
reclamando il mio tempo.
Sento il cuore sanguinare
nel tormento della speranza
e cerco, in codesto mondo interno,
il coraggio del cambiamento,
affinché, la buia promessa,
mi lasci volare, finalmente.
E, con ali d’argento,
divengo libellula libera nell’aria,
ove il vento gioca spingendomi,
nel mistero degli anni che compongono la mia vita,
sognata, ambita, desiderata.
Strana scelta di desiderio e curiosità
strana nell’assenza di gravità,
quando ancora non ero Io,
o, forse, lo ero già.
(Maria Celeste Cipolla)
