Quando

Grafite su carta da spolvero. (M. C. C.)
Quando viatico il sonno
distoglie la mente
da giorni troppo amari
per essere vissuti.
Quando sfacciata, ed inclemente
l’indifferenza s’insinua
nella tua vita compromettendo
la tua socialità.
Quando l’antagonismo
è il solo cibo sulla tavola,
e incontri sempre più brevi
ne rivelano il disagio del contatto.
Quando il telefono squilla
mentre già riagganci la cornetta,
ed il messaggio rimane incompreso.
Quando una rabbia antica
lacera il tuo animo evidenziando
l’incomunicabilità,
conosciuta in passato e
ritorna nel presente.
Quando parole sussurrate affiorano
e annegano contemporaneamente,
sulle labbra, timorose dell’eterno rifiuto.
Quando la sera fugge via, inespugnabile,
lasciando sul letto, due corpi limitrofi,
che, come due rette parallele,
non s’incontreranno mai.
Quando i giorni, sempre uguali,
anticipano una dolorosa, senile solitudine
e non combatti più, saranno
le lacrime ad asciugarti gli occhi.
Quando il piacere della tua esistenza
si materializza nel commiato e
fantasmi entrano, ed escono dalla tua vita.
Quando anni di semina ti negano il raccolto,
e le mani rimangono vuote alla luce, ma,
stanchezza e fatica sono macigni sulle tue spalle.
Quando le difficoltà della vita ti sfidano
ad affrontarle da sola, nonostante
anni di presenza,
di lacrime senza voglia di ridere.
Questo, amico mio
credi sia amore?
(Maria Celeste Cipolla)
