“Astenersi è perdere tempo o perdere tempo è astenersi?”

Pubblicato il 05/03/2022

 

Il tempo è la sostanza di cui sono fatto.

Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume;

è una tigre che mi divora, ma io sono la tigre;

è un fuoco che mi consuma, ma io sono il fuoco.

Borges

Anna frequentava la quinta elementare, tuttavia, suo padre, ancora le leggeva pagine di racconti ogni sera e a lei non importava tanto l’argomento in quanto lo scopo era quello di conciliarle il sonno. Quel giorno, la maestra aveva avuto la bella idea di fare una lezione sul tempo. Molto leggera, per bambini di quell’età e digiuni della materia, certo; ella desiderava soltanto dar loro nozioni di altre materie con le quali facilitargli la scelta per la loro vita futura. La lezione però distrusse ad Anna l’idea che si era fatta nella sua testa dell’argomento. Per tutto il giorno, ripercorse la lezione analizzando ogni parola detta dall’insegnante e questo le provocò un gran mal di testa. Era molto interessata e affascinata e voleva saperne di più. Così, alla sera, chiese a suo padre di raccontarle solo del tempo, niente più racconti. 

Il padre, che non era un fisico, tanto meno un filosofo, ma appassionato della materia e avendo letto proprio di recente dei libri su questo tema, poté accontentarla. 

Le parlò grosso modo delle teorie aristoteliche, newtoniane ed einsteiniane, che erano solo teorie e non avevano mai fatto luce sul concetto di tempo. Poi fu più chiaro e disse:

“Tuttavia so che il tempo scorre più veloce in montagna e più lentamente in pianura con piccole differenze, che comunque dimostrano disuguaglianza. E’ misurabile con degli appositi orologi. Se facessimo una prova, così tra di noi, vedremmo che l’orologio posto a terra è di pochissimo più lento di quello posto sul tavolo. Nei laboratori specializzati, i rallentamenti sono più evidenti in quanto gli orologi molto più precisi. Non è un caso se Einstein, prima di entrare nell’università, lavorasse all’Ufficio Brevetti svizzero e si occupasse proprio di sincronizzare gli orologi fra stazioni ferroviarie. Qualcuno, Anassimandro, aveva capito questo rallentamento del tempo un secolo prima degli orologi. Aristotele pensava che, se nulla cambia, il tempo non passa: il tempo è solo la traccia di un nostro movimento. Ma gli studi sono andati avanti anche se, le discussioni tra grandi cervelli, pare che, ad ora, siano arrivati alla stessa conclusione. C’è dell’aria che percepiamo sommariamente, strettamente legata, anche lei, al tempo. Aristotele diceva che il bicchiere non era vuoto ma pieno d’aria. Ci sono domande che non hanno ancora una risposta. Il tempo non è unico: ogni traiettoria è diversa; passa ritmicamente secondo il luogo e la velocità. In fondo non c’è nulla che possiamo ragionevolmente chiamare: presente. Pensiamo il mondo come una rete di eventi. Pensiamo che anche il calore incida in buona parte sul tema. Il tempo è ignoranza perché non si riesce a quantificarlo. A scuola dicono che è l’energia che fa girare il mondo, ma non torna perché, a far girare il mondo è la bassa entropia. Fenomeno molto interessante da studiare.

Felice

e di se stesso padrone

l’uomo che

per ogni giorno del suo tempo

può dire:

“Oggi ho vissuto;

domani il Dio stenda per noi

un orizzonte di cupe nubi

o inventi un mattino limpido

di luce,

non muterà il nostro povero

passato,

non farà un nulla senza memoria

delle vicende che l’ora fuggente

ci avrà assegnato”(III,29)

Questo vivere a cavallo fra eventi passati ed eventi futuri è centrale nella nostra struttura mentale. E’ per noi il “fluire” del tempo, che rallenta quando è vicino alla massa della Terra o masse in genere mentre in montagna è più veloce. Ed è da questo rallentamento che deriva l’attrazione terrestre, dove il tempo scorre uniformemente come nello spazio, dove le cose fluttuano senza cadere. Anche davanti ad un  buco nero il tempo rallenta. Tutto cade verso il basso perché è lì che il tempo viene rallentato, dalla Terra. Passato e futuro sono diversi: il primo non possiamo cambiarlo ma solo averne ricordi; il futuro è incertezza, possiamo sceglierlo perché ancora non è. Anche la velocità rallenta il tempo. Se si sta fermi si ha più tempo, al contrario meno tempo. In tutta la Terra il tempo è diverso da ogni parte. Il problema sorge anche sull’adesso. 

1) Se chiedo cosa sta facendo mio fratello adesso, è facile perché lo guardo. 

2) Se è lontano gli telefono e glielo chiedo. 

Nel primo caso guardo mio fratello ma il tempo non è istantaneo, c’è la luce tra di noi e anche la luce è misurabile, per cui io vedo mio fratello cosa faceva circa un nanosecondo fa. 

Nel secondo caso la voce ci mette qualche millisecondo a viaggiare, quindi posso sapere cosa faceva mio fratello un millisecondo fa.

Einstenin diceva che il tempo e lo spazio s’incurvano e la realtà non è come la vediamo. Forse il tempo siamo davvero noi stessi. Infatti, in un deserto dove non c’è neppure un uomo, il tempo non esiste.

Nessuno mai, neppure gli studiosi sono riusciti a capire veramente cosa sia.”

Anna rimase sconvolta e ci capiva sempre meno. Comunque rifletté sul racconto del padre. Anche per lei, a questo punto, il tempo non esisteva o esisteva a metà, secondo il comportamento di un essere vivente. Dunque, dato il racconto del padre e data l’esperienza, esso è la sostanza  di cui siamo fatti, è uno dei principali problemi della fisica e della filosofia di tutti i tempi. E’ un passaggio continuo che coinvolge la natura. E’ un tempo sempre presente ma dal punto di vista degli scienziati non esiste. E’ il grande punto interrogativo degli studiosi affascinati dal tema. 

Di rimbalzo alle conclusioni della figlia ecco il padre seguitare: “come possiamo perdere tempo se non esiste o se siamo noi? Perderemmo noi stessi? Cosa vuol dire astenersi? Astenersi da cosa? Da noi stessi? Come dimostrato dalla filosofia e dalla fisica, il tempo siamo noi e per uscirne, data la proprietà transitiva, bisogna uscire da noi stessi. Tutto è uno nell’Uno, indistintamente. Ma se il tempo non esiste, come mai incide così profondamente sull’esistenza degli uomini, determinandone le emozioni, l’identità e il dolore? Forse perché siamo sempre noi, in quanto memoria, nostalgia e speranza per il futuro. Ma nessuno sa come si possa uscire dalla sua dimensione. Esso non scorre mai indietro ma corre sempre verso il futuro, per qualcuno, il tempo è anche passato e futuro, non tutti gli studiosi sono d’accordo. Quindi non è del tutto falsa l’immaginazione sui viaggi nel tempo di cui leggiamo nei libri di fantascienza. Certo, questo scrivere non è tutto del tempo perché poi ci sono le ipotesi, i ragionamenti dei filosofi come Husserl e Heidegger o la semplicità di Galileo e sant’Agostino: praticamente tutti arrivano alla stessa conclusione anche tramite ragionamenti diversi”. 

“ La rosa fiorisce senza perché: fiorisce perché fiorisce.

A se stessa non bada, non chiede d’esser veduta”

Angelo Silesius

L’astensione non è perdere tempo. Non lo perdiamo né lo recuperiamo qualsiasi cosa facciamo. Perdiamo forse noi stessi se ci asteniamo? Come detto sopra il tempo siamo noi e lui è noi ma, come nella poesia, esso va, eternamente va.

Maria Cipolla