Sentimenti
Sentimenti
Saluto un anticipo di Primavera precipitando tra le braccia di Morfeo in un caldo pomeriggio. Il sole, inizia a giocare con le creature distorcendo loro il sonno, come può avvenire subito dopo il pranzo. A Roma si chiama: “pennichèlla”.
In quel mondo parallelo, rifugio notturno dell’anima, dove ci vivo e rivivo attimi di vita reale, tra il gran caos dell’inconscio, i miei occhi sono serrati e impediscono l’entrata di una luce intensa, ma vedo ugualmente la sagoma di una bambina intenta a fissarmi. Confusa, approccio un ciao.
– Ciao, ti ricordi di me?
– Dovrei?
– Certo, sono te.
– Mee?
– Voi adulti non rammentate mai di essere stati bambini.
– Ah, ora comprendo…hai ragione, ma come mai sei saltata fuori così, all’improvviso?
– Mi promettesti di spiegarmi, una volta adulta, cosa sono i sentimenti, e, dopo aver tanto atteso ho pensato fosse arrivato il momento giusto.
– Io? Davvero ti ho promesso questa cosa? Penso di non averli compresi neppure io fino ad oggi. Forse sei in anticipo.
– Qualcosa saprai più di me, che non ho mai vissuto non ti pare?
– Mi prendi in contropiede sai? Comunque ti parlerò della mia esperienza, ne hai tutto il diritto. All’inizio non ci badavo, ero una bambina tutta istinto. Crescevo e basta, e, certo, non comprendevo a fondo ciò che mi circondava, però mi ci stavo abituando. Per me i nomi dei sentimenti equivalevano a quelli dati ad altre cose, come gli oggetti o i nomi delle persone, tanto per riconoscerli, ma non ne sentivo l’utilità. Poi, strada facendo cominciai a far caso al mio corpo, perché, in fondo, il sentimento era proprio lui. Mostrava delle reazioni agli eventi della vita che mi meravigliavano, cosicché, ho iniziato a farmi delle domande. Perché ridevo? E piangevo? O soffrivo?…Molti pensano che sentimento e ragione siano divisi. Secondo la mia esperienza è proprio la ragione a controllare e manomettere il sentimento come anche le emozioni. Quest’ultime sono fisiche e istintive. Sono state programmate nei nostri geni nel corso di molti, molti anni di evoluzione. Sono guidate dagli eventi, mentre i sentimenti sono comportamenti appresi, ibernati fino a quando non vengono attivati da un evento esterno. A differenza del sentimento di felicità, ad esempio, un’emozione di gioia, implica una conoscenza inconsapevole. Non decidiamo di stare bene, ci sentiamo bene e basta. Mentre la felicità è uno stato mentale basato sulle circostanze, la gioia è un sentimento interno che ignora le circostanze, la sperimentiamo più profondamente senza che sia legata necessariamente all’esterno. Soprattutto ero curiosa di conoscere quanto tempo queste reazioni dovessero coinvolgermi, cioè, per quanto tempo il mio corpo doveva trattenerle. Ma poi, interveniva la ragione a controllare. Scoprii la bellezza! Questa sì che mi piaceva! Non mi stancavo mai a lei dinanzi. Un giorno, qualcuno mi regalò una scatola di gessetti come quelli bianchi che usavamo sulla lavagna di scuola, ma questi erano tutti colorati, così pensavo: perché sprecare questo tesoro? Ho cominciato a disegnare come avevo visto fare dai cosiddetti, Madonnari. Ora è raro che si vedano, sono più in voga gli artisti di strada, coloro che dipingono sulle facciate dei palazzi, i pittori di murales. Ecco, nel nostro cortile, quando gli amici giocavano, io dipingevo con i gessetti sui marciapiedi. Pensavo che qualche adulto mi sgridasse, invece si fermavano a guardare…ma me non piaceva per niente far vedere i miei disegni. Li consideravo qualcosa di privato. Da allora, non ho mai più smesso di dipingere perché era l’unica cosa che mi procurava gioia, quindi emozione, solo cambiavano le superfici, dal marciapiede al tavolo della cucina, alle pareti, alle borse della mamma, al pavimento…disegnavo ovunque. La mia vita non è cambiata su questo punto: l’emozione, dura nel tempo fino a quando la ragione non l’annulli se è brutta o non la prolunghi se è bella. Alcuni sentimenti mi piacevano altri no, certo non quelli dolorosi, che, invece hanno caratterizzato maggiormente la mia vita. I Greci per primi hanno dato loro un nome, così sembra. Per i latini sentire, era uguale a percepire con i sensi che sono nel nostro complesso corpo. Un corpo che “sente”. non solo dalle orecchie per i linguaggi, ma con il corpo, quel miscuglio di cellule cresciute nei posti giusti. In psicologia, con il termine sentimento si intende uno stato d’animo, una percezione che dura più a lungo delle emozioni, brevissime ma intense, meno però delle cosiddette passioni. Intensissime! Nell’anatomia umana si nascondono cellule che permettono tutto questo. Sono nel cervello, ma anche la pancia ha un ruolo fondamentale, perché, spesso, ci arrivano prima da lì. I sentimenti sono privati e nascosti, e a molte persone non piace mostrarle, neppure in famiglia.
– Qualcosa mi si schiarisce.
– Nostra madre era di un silenzio assordante e papà completamente assente. Anche tra di loro non comunicavano. Che famiglia! Mamma girava per casa sempre affaccendata, papà chissà dov’era. Non capisco perché si siano uniti in matrimonio. Penso che, all’Eros, gli sia sfuggita qualche freccia e una deve averli colpiti per sbaglio. Lo rammenti anche tu?
– Effettivamente era così, appunto voglio sapere cosa accade fuori della nostra casa e come sono e cosa sono i sentimenti.
– Questione complicata ma sto cercando di esprimermi come posso. Quasi dubito della loro esistenza.
– Ma che dici, forse non non ti va più di parlarne? Ricorda che sono qui per questo.
– Sì, hai ragione, seguito.
– E io ti ascolto.
– Difficile essere esaurienti. I sentimenti, uniti alla ragione, ci dicono se vivere nel modo giusto o sbagliato; decidono il nostro comportamento a lungo termine verso la realtà; ci avvertono dei pericoli e ci danno i mezzi per combatterli come anche le emozioni. Sentimenti, emozioni e ragione, regolano la nostra vita controllandosi a vicenda, ognuno interviene laddove uno di essi permane troppo nella nostra vita facendoci del male, oppure trattengono quando stiamo bene. L’amore sicuramente è il re dei sentimenti e l’odio il suo contrario. Nella vita esiste l’eterno dualismo del bene e del male. Ma cos’è il bene, cos’è il male. Talvolta si confondono in un tutt’uno. Se qualcuno fa del bene, non è detto che questo sia ben accetto, sempre considerando a chi si fa e come lo si fa perché ognuno ha il suo modo di vivere i sentimenti. L’odio, del resto, ha le stesse caratteristiche. Si muore continuamente di malattie, di guerra, o si soffre per il colore della propria pelle. Chi ci ha creati, ci ha anche diversificati. Il pianeta stesso è diverso per sua natura. Pensiamo alla noia dell’essere tutti uguali. Non vedo confini territoriali se non quelli che l’uomo ha tracciato nella lunga storia dell’umanità. Quelli che la pensano come me, si abituano all’andare delle cose, come un fiume che scorre verso il mare, sia esso sporco o poco pulito, perché, in assoluto, limpido non l’ho mai visto.
– Ma è terribile ciò che mi stai raccontando.
– Mi è anche difficilissimo! Tu hai compreso da queste parole ciò che intendo?
– Forse, un po’.
– Diciamo di sì se ci rifletti! Questo si chiama vivere! Volente o nolente, è questa la società: semplicemente assurda. Non fa parte del pianeta, lo sta distruggendo, ed alla fine l’umanità si estinguerà. Rammenti la nostra famiglia? I sentimenti provati? C’invadevano come un’onda anomala nel mare d’Agosto. Eravamo convinti che quella fosse la realtà, ma lo era solo per noi. Di ciò che accadeva fuori nel mondo non ne sapevamo nulla, pensavamo che il suo contenuto finisse sulla soglia della porta di casa. I nostri genitori insieme in pochi metri quadrati di casa, eppure così tanto lontani. E nessun insegnamento per affrontare ciò che c’era fuori, la realtà. Eri arrivata fin qui?
– Sì, fin qui.
– Bene! Ho dovuto scoprire da sola cosa fossero quei moti dell’anima e del cuore, quei sospiri, i pianti e le risate a volte forzate che cambiavano di momento in momento. Ecco, come ho detto, queste cose, la gente, le chiama sentimenti. Affetto e disaffetto. Pensiamo a ciò che succede oggi nelle società di tutto il mondo. Mai accaduto in tutta la storia. C’è un’emozione con cui, le autorità, stanno giocando. Presa in prestito per arrivare a chissà quale scopo, forse sfoltire l’umanità. È la loro risposta alla vita del pianeta. Siamo in troppi e non possiamo vivere dignitosamente. Così hanno inventato una malattia. Un qualcosa che è soltanto poco più cruenta della semplice influenza che, anche lei causa morti ogni anno, ma questa si teme maggiormente. Perché? Per il semplice fatto che qualcuno ha giocato con la nostra paura verso le malattie e la morte. Ogni canale d’informazione parla solo di questo ormai famoso Covid, è il nome che gli hanno dato. Non si può fare una vera guerra come una volta, perché, con la tecnologia avanzata che abbiamo, ci estingueremmo veramente. Così hanno escogitato questo espediente che intontisce la gente. Dicono che la nostra società è stata colpita da una pandemia. In nome di questa, hanno deviato la costituzione, hanno e seguitano a dare ordini come fossero leggi, ma non lo sono. Hanno ucciso tante di quelle persone da non contarle più. Hanno sbagliato appositamente le cure. Le popolazioni girano in strada con mascherine che non proteggono nulla e fanno male alla salute. Il nostro paese è fermo da più di un anno, nel senso che gli imprenditori hanno dovuto chiudere le proprie attività. Alcuni si sono suicidati aumentando il numero dei morti come affermano, morti di covid e non è vero. Guerra fredda, e come in una qualsiasi guerra, ci sono i furbi che si arricchiscono, mentre le persone oneste stanno diventando sempre più povere. Non vedo manifestazioni per strada e comunque nell’informazione non ci sarebbero, ma noto la gente che si insulta se vede qualcuno senza mascherina perché, dice, non mostra rispetto per la salute degli altri. La democrazia non esiste più, siamo in dittatura. In pochi mesi hanno chiuso tutto il paese, morti a centinaia, non si sa a chi credere perché la comunità scientifica è divisa e sono sempre gli stessi virologhi che parlano in tv terrorizzando la popolazione. In pochi mesi hanno inventato un vaccino senza neppure sapere su cosa studiavano, ed i morti aumentano anche per i vaccini. L’umanità, comunque, non sa vivere senza guerre. Sul pianeta ce ne sono di tutti i tipi specialmente quelle, con le armi, laddove c’è meno sviluppo, meno cultura. In quelli, diciamo così, più sviluppati, hanno sperimentato le paure, terreno facile proprio per questo timore di malattia e morte che ci portiamo dietro da troppo tempo. Man mano che la vita scorre, tutto cambia, ma, forse, i sentimenti rimangono intatti. A volte si attenuano, altre volte rodono come topi nelle fogne, usando il nostro corpo; ogni tanto sono positivi e questo ci piace. Ho cercato da tutte le parti, anche tra i filosofi, ma ho trovato definizioni diverse, non mi appartengono, perché ogni creatura umana e non, è diversa dalle altre e vive a modo suo…………………
– Ti sei fermata? Hai finito?
– Oh, scusa, riflettevo. Non si smette mai di parlare di loro. “«Noi conosciamo la verità non soltanto con la ragione ma anche con il cuore […] Anche il cuore ha un suo ordine…Questo diceva Pascal…
Non credo ci sia al mondo qualcuno privo di sentimenti.
– Ho sentito parlare di eroi, questi, forse, annullano le tante carenze dei sentimenti descritti.
– Eroi. Sì, ci sono, li chiamano così, ma io ci credo in parte. Credo nella persona che si getta nel fiume o nelle fiamme per salvarne un’altra, senza pensarci, lo fa e basta. Ma gli altri? Cosa vuol dire darsi fuoco per un ideale di società, per cambiarla. Loro muoiono e la società non cambia. Purtroppo ci sono emulazioni. Saranno ricordati per il coraggio di aver annientato se stessi, ma non sono più qui per vedere se il loro gesto sia stato utile. La società non cambierà mai finché ci sarà il ricco e il povero.
Spero di non averti delusa, ed è meglio che tu rimanga nell’ombra, dove sei stata fino ad ora, ti risparmierai tanta sofferenza. Le cose belle le vedrai anche in mezzo alle macerie, non possono nascondersi. Tu le vedrai attraverso i miei occhi.
All’improvviso, i raggi del sole, riescono ad entrare attraverso le fessure spalancandomi gli occhi assonnati e tristi. La bambina era scomparsa.
Maria Cipolla
