Ombre

Pubblicato il 10/08/2018

Foto: ombre. (M.C.C.)

 

La mente disobbedisce, ed io veglio,

ché, ama andare nel passato,

nell’illusione di cambiarci il destino.

Silenzio! Lo adoro questo silenzio,

ma, con il palmo delle mani devo

proteggere le orecchie, ché, il forte

rumore disturba e duole l’anima.

Le finestre sono chiuse, una fitta

penombra, invade tutt’intorno, ed

i prigionieri ne occupano lo spazio.

Una donna siede su una sedia,

immobile, eterna, non si muove,

pare un’installazione d’arte povera

della seconda metà del secolo scorso,

sonnecchia, confusa tra tenebre e realtà.

Forse è morta nell’anima, per la vita vissuta

tra altre ombre e i peccati degli adulti.

Un’altra si desta nella notte, veste

abiti da lavoro, e guarda l’orologio,

mangia spaghetti cucinati la sera prima,

mentre una radio cinguetta per

annunciare notizie dal mondo,

cosicché un orecchio, ci si appoggia,

per ascoltare e non perdersi una parola.

Terminato il rito, va fuori, tra la gente.

Questa casa è un suo segreto. Le pareti

sono vuote di mobili e di immagini,

niente foto, non c’è nulla da ricordare,

magari dimenticare, cenni di luce,

il sole insinua per consolazione e per

offuscare le scure ombre,

mentre i chiaroscuri, continuano a

sostituire l’arredo…e la famiglia.

Gli angoli, ospitano buste di plastica,

colmi di oggetti e, nel mezzo,

giace una bimba muta, autistica.

Obbediente, accetta, codesta esistenza,

ma si farà del male, spesso parla con

i veri abitanti della casa: fantasmi

senza catene per non far rumore

e non disturbare il fragile equilibrio.

In codesta prigionia l’esistenza è

un urlo morto in gola, una disperazione

soffocata che vede correre la vita.

Le attese, compagne delle immagini

sui muri, ricordano quelle vedute

nelle nuvole, quando sdraiati 

sull’erba di un prato o sulle spiagge 

davanti ad un mare sconosciuto, 

si fantastica guardando in alto.

Le ombre ci svelano sogni, ma

ci trattengono con grandi funi,

solo un velo di speranza transita

nella mente, lanciando dubbi,

sull’obbedienza e sull’attesa,

stanchi di attendere l’attesa.

 

(Maria Celeste Cipolla)