Bugia

Pubblicato il 22/07/2018

Foto della popolare bugia vegetale: la pianta che fiorisce precocemente e sembra annunciare una primavera ancora lontana. (M.C.C.)

 

Ridere o piangere, ora,

avessi  compreso,

fossi stata conscia,

dell’orrore nel sentirsi così.

Bugie su bugie,

come tarli mi scavano dentro

gallerie di sangue, avanzando,

mi svelano l’Io nascosto,

senza speranza di guarirne:

sentimentale, appassionata, altruista,

distratta per il mio.

Cedetti agli insegnamenti

dei cosiddetti migliori,

ma chi è migliore del proprio cuore?

Anelavo ad una seconda possibilità,

la fretta non tollera l’attesa,

per cui percorro, pari al gambero,

la strada legnosa,

cercando nei segreti del tempo,

un’altra vita, aggiustata dalla

consapevolezza dell’oggi, e

fregare questa stronza natura.

Tendo l’orecchio al passato

che frequento per cambiare o

rendere accettabile il presente,

ma non riesco a strappare la pagina

e riscriverla con grafia eccellente.

Non è carta. È destino? No!

Casualità, è più onesto.

Sulle mie spalle il peso,

va e viene, è tortura,

stringe il cuore poi fugge,

ricompare ogni giorno più forte.

Il corpo non dimentica e duole:

pace o l’oblio, una scelta.

Sono entrata nella scatola,

sono entrata nella magia,

speranzosa io, ma nulla accade,

mi ritrovo ancora nel vuoto,

l’istinto me lo disse,

che non esiste miracolo,

ma seguitai a sperare

per la nostra vita,

nell’assurdo, improbabile incontro,

io sorda nell’udito e nella vista,

anche se, spiritualmente,

mi sei accanto e non mi molli,

…o sono io a non mollarti?

 

(Maria Celeste Cipolla)