Empatia

Ballerina, olio su tela. (M.C.C.)
Ho cancellato il dolore da volti stanchi
e asciugato le loro lacrime
Ho rubato un sorriso da labbra sconosciute
Ho sotterrato il seme della speranza
nella tristezza soffocante dei cuori,
ed ho visto neonati germogli crescere
alti e dritti come fusti dritti, verso l’azzurro
A volte ho donato il superfluo a chi
non conosceva il necessario
Ho camminato dentro la solitudine per chilometri
portando gioia in quelle storie sfortunate
Ho incoraggiato a vedere il bicchiere mezzo pieno
anche se io lo vedevo sempre mezzo vuoto
Ho acceso il fuoco del successo lodando il nulla
e, nel nulla, ho ucciso ogni fallimento
Ho provocato sorrisi mascherata da arlecchino
e danzato fino all’alba su note improbabili
Mi sono smarrita in questo caos,
ed ho dimenticato me stessa
Con le mani scorticate e le fragili ossa,
al lavoro nella delusione del marciume
Il tempo volava confondendomi, a me, illusa
dall’eterna menzogna della gioventù
La folla era enorme, ed altrettanto gli abiti,
mi stringevano, mi soffocavano, volevo fuggire
allora, ho smesso di indossarli e
mi sono specchiata, un errore
L’orologio, andava per la sua strada
lasciando un’empatia solitaria
Allora ho compreso, si vedeva un’immensa folla
in quello specchio, ma io non c’ero
Avevo svuotato la mia vita come si fa
con le cantine piene di rottami e l’oro nascosto
nelle fessure di un buio provocato
Le lacrime sono sgorgate all’improvviso,
ho gettato l’empatia inventata per codardia
ma non mi sono mai più ritrovata
Davanti alla superficie dello specchio,
mi sono isolata dall’umana crudeltà, nascosta
tra le numerose pieghe di quel tessuto negativo
Ho alzato gli occhi al cielo e ho ascoltato una voce,
odorato un profumo di terra, ed ho pensato
forse, da qualche parte c’è qualcosa di me,
chissà dove, oltre il riflesso specchioso…
(Maria Celeste Cipolla)
