Una donna

Pubblicato il 05/02/2018

Matita sanguigna su carta da spolvero. (M. C. C.)

 

Quando entrai nella tua casa,

vidi sul tavolo

una macchina da scrivere,

su di essa giaceva un foglio bianco

con l’impronta dei tasti pigiati nervosamente.

Quando entrai nella tua casa,

vidi un cavalletto,

e su di esso una tela bianca

sverginata dai segni neri del carbone

a comporre una figura,

accanto pazientava la tavolozza,

ricca di materia colorata,

che attendeva di essere impiastricciata.

Quando entrai nella tua casa,

in cucina vidi: i piatti da lavare,

ed il cibo da cuocere.

Quando entrai nella tua casa,

vidi un uomo leggere il giornale

e, davanti alla sua poltrona,

tuonava assordante,

il rumore del televisore acceso.

Quando entrai nella tua casa,

la lavatrice traboccante di bucato,

tremava.

Quando entrai nella tua casa,

vdi il letto da riordinare,

la biancheria da stirare,

il pavimento da spazzare.

Quando entrai nella tua casa,

vidi un uomo uscire per distrarsi.

Quando entrai nella tua casa,

avvertii l’odore dolciastro

del borotalco  e del latte

e le grida dei bambini.

Quando entrai nella tua casa,

vidi aggirarsi tra le stanze,

l’aria smarrita,

una persona pallida in volto,

con i capelli scomposti

e l’aspetto trasandato.

In quello sguardo spento,

tra la rassegnazione profonda

di quelle macerie,

si nascondeva…

una donna.

 

(Maria Celeste Cipolla)