La metà del cuore

Pubblicato il 23/03/2018

Tecnica mista su carta Canson. (M. C. C.)

 

Donai il mio cuore al vento,

affinché ti raggiungesse.

Corse veloce, in ogni direzione,

tanto che solo qualche pennuto,

avrebbe osato raggiungerlo

se dotato, di ali grandiose,

passeggiando nel cielo.

 

Entrò nell’universo cercando

un passaggio oltre l’ignoto,

con luce al centro, per orientarsi.

Un giorno, arriverà, o è già lì?

Ma perché non ho risposte?

Forse è vero che non esisti più?

 

Che freccia sbadata fu, quella che ci colpì,

o sfuggì a Cupido? Non voleva colpirci?

Il tempo è dolore, e fatica il vivere

nel buco metallico che non collabora.

Non comprendo le maschere, sui volti

della gente, sicuro me ne occorre una,

la comprerò, per nascondere le lacrime.

 

Il dottore ha controllato il mio cuore,

dice che batte poco, io non gli ho

rivelato che una parte ce l’hai tu.

Mandami un pensiero, vieni nei miei sogni,

lì ci incontreremo, ed io non vivrò che per

aspettare le tenebre, anche nell’invisibile,

no come nel sogno con la faccia nel cubo,

 

dove, lettere mute volavano confuse,

mentre comprendevo l’impossibilità

a tornare, senza un saluto, un bacio

ai tuoi figli, ai quali mancò il tuo amore, e,

con dolore vissero inseguendo il sogno,

di conoscerti, anche solo per un istante.

 

Nessuno comprende la mia fedeltà,

per un lui che più non esiste, ma io,

ho vissuto nella tua mente e ancora ci sto.

Morire è sparire? Completamente?

Non posso credere, devo bearmi di te,

questo è il mio solo bisogno.

 

Non sei più materia, ché si consumò,

ma trattienimi il cuore, la mia metà,

un giorno  la riprenderò e ti renderò la tua.

Sento questo cuore pulsare, a volte,

quando imminente diventa

il bisogno del tuo abbraccio, lo stesso

che iniziò il nostro progetto di vita,

ma che poi, improvvisamente, si fermò.

 

(Maria Celeste Cipolla)