Oblio

Penne colorate su tela. (M. C. C.)
Vaghe sfumature oniriche
Sfrattate da insistenti spiragli di luce
Decisi a finire la notte
Ti destano dal sogno infinito
Nel quale caparbiamente
Immergi il tuo essere.
Nel letto, il volto coperto, e,
Gli occhi socchiusi,
Rifiuti il giorno
In un dormiveglia innaturale
Per opporti ad una realtà
Che non hai scelto.
Ma le voci delle genti
Salgono, dalla finestra aperta
Per trasmetterti un messaggio
Come fossero rumori di una sveglia
Programmata la sera prima
A rammentarti un impegno che non c’è
Dolce oblio
Che ti accarezza le umane membra
Conforta il tuo delirio, e,
Ti protegge dalla vita.
Viatica è la notte
Paladina del tuo zibaldone
Ti proietta nel buio del cosmo
E,
Scusandosi dell’equivoco,
Ti rimanda
In attesa
Alle soglie dell’universo.
(Maria Celeste Cipolla)
