Tonno, tonno

Tecnica mista su tela. (M. C. C. )
“Tonno, tonno
Tonno, tonno,
mamma t’ha fatto tonno,
m’a lu padre nun ce ne’mporta
basta ch’è bella la creatura”.
Nelle afose serate
della campagna meridionale,
donne sedute sulla soglia di casa,
…cantavano,
grigio il vestito, nero il grembiule
…si raccontavano.
Erano tonde e morbide,
culle per neonati,
memoria per chi voleva ascoltare
parole che si perdevano nell’aria.
Canti antichi e filastrocche
si svestivano, offrendo i loro doni,
con una lacrimuccia, ed un sorriso.
Erano drammi accettati soltanto
quando la nostra fantasia riusciva a
trasformarli in fotografie in bianco e nero,
che, volteggiando nell’aria,
ci mostravano l’animo nascosto.
Colpiva la semplicità delle donne
per una ferocia ormai adattate
regalandocela come un diamante prezioso.
La loro lingua si comprendeva soltanto
leggendo il labiale, laddove, lettere uscivano
per librarsi nell’aria come gabbiani e noi
a ricomporle come si fa con un puzzle.
Era un ritorno alla magia,
loro, le custodi di un’epoca che
cercavano di tramandare ad ogni estate.
Quei canti leggeri, colorati e trasparenti
come pennellate nell’acqua in un quadro di Monet,
le sue ninfee come un trascorso sconosciuto.
Il cuore aperto, ma, a volte
…un brivido di timore…
e gli occhi socchiusi non mollavano.
Rimembro l’intenso amore
per quegli antichi segreti che
chiedevano solo compagnia,
guardandoci direttamente
negli occhi.
(Maria Celeste Cipolla)
