Amicizia

Tecnica mista su tela. (M. C. C.)
Leggere la vita in un volto,
con un velo di tristezza,
una risata fragorosa,
uno sguardo smarrito,
due labbra scese all’ingiù,
invece di aprirsi al sorriso,
una lacrima accennata e
membra stanche ma vitali.
L’animo ancor desidera fare,
nella speranza di arrivare,
ha imparato regole e sempre
sperimenta, per poter creare.
Silenzio di esistenza interrotta,
ché, all’inizio, per tutti fu eguale,
corsero anime su strade
e viali diversi, ma il vento,
nel tempo, molti ne ha persi.
L’antica amicizia è davvero antica,
non si è nutrita di frequentazione,
di abbracci, di sorrisi, confidenze,
e di aiuti vicendevoli, l’abbiamo
abbandonata, niente cibo, ed ora,
è solo impiccio e crea maggior
solitudine per il rammarico
di ciò che poteva e non è stato.
La vita è il dolore che ci ha fermati,
è la gioia, è la fortuna per chi
l’ha incontrata, è l’arcobaleno
scomparso, ed il tramonto è un
fiume che, veloce, si tuffa nel mare,
nel ricordo della bellezza giovanile
che vivemmo senza eguali.
Noi fummo diversi, per il bisogno
di dover creare, ma ci perdemmo,
ed ora ci ritroviamo estranei.
Una lunga vita è trascorsa,
nell’illusione di un possibile
futuro, e no, non ci conosciamo.
Ognuno ha riempito il proprio pozzo,
diversamente, ma, è ormai colmo
e non c’è più nessun domani, vedo
solo un piccolo tempo di sabbia
che scende nella clessidra.
Riponi l’anfora d’argento,
illusa della giovane passione, amico,
tu che non ti vuoi fermare,
ché io la vissi con sentimento
codesta passione e più non
sento di doverla mostrare.
Il fato, non colpì solo me,
ma quando mi fermò, non
ebbi che il silenzio del deserto,
ed ora, forse….no! pare solo
pura, istintiva curiosità.
Mea culpa, accoglierti,
alla fine della guerra,
in un tempo sbiadito
che indebolisce il cuore
e sfuma i colori,
imminenti
a tramontar…
(Maria Celeste Cipolla)
