La mia magia

Pubblicato il 16/02/2018

Penne colorate e tempera su tela. (M. C. C.)

 

Ecco l’incertezza

L’incostanza di un significato

Forse che quel dolce generi amarezza

Per la delusione di un certificato

 

Potrebbe essere nascosto

In mille posti o sospeso nella ragione

È un sentimento corrisposto

È una calda disillusione

 

Incastonato come un rubino

Nel disegno perfetto dell’umano scibile

È un segno divino

È un geroglifico incomprensibile

 

Disinvolta confusione

Tra aromi di orientale fragranza e origami

Loro almeno hanno bisogno di una definizione

Io non so nemmeno come ti chiami

 

Vedrai cosa accadrà un giorno

Il sacro ghiaccio alimentare il fuoco

E quando capiterà mi piacerebbe essere lì intorno

Benché, lo so, durerà troppo poco

 

Una folata, un tocco che vola leggero

Come un’armonia sussurrata dal vento

Conosci la destinazione del mio pensiero

Che ora è gioia, non più lamento

 

Oggi intuisco il sentiero che percorrerai

Poiché infinite volte l’ho cercato

E forse presto immaginerai

Le mille volte che ho tentato

 

Era colorato, di un colore diverso

Da quello dipinto nei miei occhi

Era l’azzurro di un mare sommerso

Era neve che cadeva a fiocchi

 

Mi accorsi solo allora di quelle distorsioni

Muovevano nel cielo tentando di imbrogliarci

Pretendevano delle forti impressioni

E invece bastavano due sguardi per emozionarci

 

Infine, era la costanza di un significato

Cercata in quella musica divenuta mia

E tu ne fosti incantato

Tu che sei sempre stato la mia magia

 

(Maria Celeste Cipolla)