Joan Mirò, cenni storici

Esempio di pittura surrealista di Joan Miro
Nasce nel 1893 a Barcellona. Pittore, scultore e ceramista. Esponente della corrente pittorica del Surrealismo. Disse Jacques Prévert:”Un innocente con il sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni”. Suo padre era un orologiaio. Comprese il talento del figlio, così gli fece prendere lezioni di disegno in forma privata. Nel frattempo Miro frequentava la scuola commerciale. Cominciò il suo lavoro di contabile in un negozio di drogheria, ma un esaurimento lo convinse a dedicarsi alla pittura, dopo aver passato un lungo periodo verso la guarigione in famiglia. Frequentò l’Accademia Gali, poi passò al circolo artistico di Sant Lluc, Affittò un grosso studio, ed entrò a far parte del mondo dell’arte. Scoprì il Fauvismo. Tenne la sua prima personale. Si riuniva a Montparnasse per incontrare la comunità artistica finché si stabilì a Parigi. Conobbe Picasso e il circolo dadaista di Tristan Zara. In questo momento si delinea un suo stile originale influenzato dai dadaisti e dall’influsso di poeti e scrittori surrealisti attraverso l’astrazione. Collaborò con Max Ernst per la scenografia di Romeo e Giulietta realizzando il celebre “Nudo”. Dopo la morte del padre si trasferì di nuovo a Parigi dove fece la mostra che lo rese famoso. Si sposò, ed ebbe una figlia. In questi anni sperimentò litografie , acquaforte e la scultura, pittura su carta catramata e su vetro. Allo scoppio della guerra civile spagnola, tentò di raccogliere fondi a favore della causa repubblicana, ma fu fermato dall’invasione nazista. Da ora in poi visse quasi sempre a Maiorca.Fu un teorico del surrealismo. André Breton, fondatore di questa corrente disse di lui che era il più surrealista di tutti loro. Col tempo sviluppò uno stile surrealista sempre più marcato. Espresse il suo disprezzo per la pittura convenzionale con l’intenzione di “ucciderla”, per giungere a nuovi mezzi espressivi. Si dedica alla ceramica e a sculture in bronzo, sempre sperimentando con nuovi materiali. Realizzò pavimenti sulla Rambla a Barcellona. Vinse il premio della grafica alla Biennale di Venezia, ed altri premi. Negli anni “70”, si dedica alla scenografia per uno spettacolo teatrale, ed alla scultura monumentale. Per i riconoscimenti in patria dovette attendere la caduta del franchismo. Negli anni della vecchiaia, Miro, accelerò il suo lavoro creando centinaia di ceramiche: i murales del sole e della luna presso l’edificio Unesco a Parigi. Fece pitture su vetri, s’interessò alla pittura quadrimensionale. Morì a Maiorca nel 1983 all’età di novanta anni.
(Maria Celeste Cipolla)
