Cerchi di fumo

Pubblicato il 05/02/2018

 

Penne, acquerelli su carta Canson. (M. C. C.)

 

Un bicchiere di liquore

accosto alle labbra avidamente

ché, ho sentito dire,

l’odioso sapore

quieta, nell’ebbrezza,

lo spasmo opprimente.

Cerchi di fumo dalla sigaretta accesa

si dileguano come stelle cadenti

senza desiderio dalla bocca arresa

dove escono suoni sempre più stridenti.

La malattia consuma il cibo in fretta

ingannando lo stomaco franco

che, tanto ben di Dio, non si aspetta

mentre il respiro ansante, rantola stanco.

Nelle erbe trova conforto il tremore

di questo corpo sempre più affranto

cercando nella mente il sopore

per consegnarlo all’animo santo.

Non scaccio la morte

forse la rimando

al futuro che invoca la sorte

dove la serenità vivo travisando.

Così addormento l’angoscia

inventando bugie pietose

alla mia mente inconscia

che brutalità e paure ospita copiose.

(Maria Celeste Cipolla)