Empatia

Pubblicato il 03/08/2018

 

Ballerina, olio su tela. (M.C.C.)

 

Ho cancellato il dolore da volti stanchi

e asciugato le loro lacrime

Ho rubato un sorriso da labbra sconosciute

Ho sotterrato il seme della speranza

nella tristezza soffocante dei cuori,

ed ho visto neonati germogli crescere

alti e dritti come fusti dritti, verso l’azzurro

A volte ho donato il superfluo a chi

non conosceva il necessario

Ho camminato dentro la solitudine per chilometri

portando gioia in quelle storie sfortunate

Ho incoraggiato a vedere il bicchiere mezzo pieno

anche se io lo vedevo sempre mezzo vuoto

Ho acceso il fuoco del successo lodando il nulla

e, nel nulla, ho ucciso ogni fallimento

Ho provocato sorrisi mascherata da arlecchino

e danzato fino all’alba su note improbabili

Mi sono smarrita in questo caos,

ed ho dimenticato me stessa

Con le mani scorticate e le fragili ossa,

al lavoro nella delusione del marciume

Il tempo volava confondendomi, a me, illusa

dall’eterna menzogna della gioventù

La folla era enorme, ed altrettanto gli abiti,

mi stringevano, mi soffocavano, volevo fuggire

allora, ho smesso di indossarli e

mi sono specchiata, un errore

L’orologio, andava per la sua strada

lasciando un’empatia solitaria

Allora ho compreso, si vedeva un’immensa folla

in quello specchio, ma io non c’ero

Avevo svuotato la mia vita come si fa

con le cantine piene di rottami e l’oro nascosto

nelle fessure di un buio provocato

 

Le lacrime sono sgorgate all’improvviso,

ho gettato l’empatia inventata per codardia

ma non mi sono mai più ritrovata

Davanti alla superficie dello specchio,

mi sono isolata dall’umana crudeltà, nascosta

tra le numerose pieghe di quel tessuto negativo

Ho alzato gli occhi al cielo e ho ascoltato una voce,

odorato un profumo di terra, ed ho pensato

forse, da qualche parte c’è qualcosa di me,

chissà dove, oltre il riflesso specchioso…

 

 

(Maria Celeste Cipolla)