Tonno, tonno

Pubblicato il 21/03/2018

Tecnica mista su tela. (M. C. C. )

 

“Tonno, tonno

Tonno, tonno,

mamma t’ha fatto tonno,

m’a lu padre nun ce ne’mporta

basta ch’è bella la creatura”.

Nelle afose serate

della campagna meridionale,

donne sedute sulla soglia di casa,

…cantavano,

grigio il vestito, nero il grembiule

…si raccontavano.

Erano tonde e morbide,

culle per neonati,

memoria per chi voleva ascoltare

parole che si perdevano nell’aria.

Canti antichi e filastrocche

si svestivano, offrendo i loro doni,

con una lacrimuccia, ed un sorriso.

Erano drammi accettati soltanto

quando la nostra fantasia riusciva a

trasformarli in fotografie in bianco e nero,

che, volteggiando nell’aria,

ci mostravano l’animo nascosto.

Colpiva la semplicità delle donne

per una ferocia ormai adattate

regalandocela come un diamante prezioso.

La loro lingua si comprendeva soltanto

leggendo il labiale, laddove, lettere uscivano

per librarsi nell’aria come gabbiani e noi

a ricomporle come si fa con un puzzle.

Era un ritorno alla magia,

loro, le custodi di un’epoca che

cercavano di tramandare ad ogni estate.

Quei canti leggeri, colorati e trasparenti

come pennellate nell’acqua in un quadro di Monet,

le sue ninfee come un trascorso sconosciuto.

Il cuore aperto, ma, a volte

…un brivido di timore…

e gli occhi socchiusi non mollavano.

Rimembro l’intenso amore

per quegli antichi segreti che

chiedevano solo compagnia,

guardandoci direttamente

negli occhi.

 

(Maria Celeste Cipolla)