Van Gogh cenni storici

Vincent van Gogh, “i mangiatori di patate“, dipinto, realizzato nel 1885 e conservato al Museo Van Gogh di Amsterdam
Vincent Willem van Gogh è stato un pittore olandese. Fu autore surrealista di quasi novecento dipinti e più di mille disegni, senza contare i numerosi schizzi non portati a termine e i tanti appunti.
Vincent van Gogh, nasce nel 1853 in un villaggio dell’Olanda. È conosciuto come uno dei più grandi pittori del diciannovesimo secolo, ma anche come simbolo del genio tormentato e incompreso che fu osannato solo dopo la sua prematura morte.
Di lui si è detto tutto e di più. Lui stesso e la sua arte sono stai sezionati, forse più di ogni altro artista. Cominciò a dipingere verso i ventisette anni e continuò per tutto il decennio successivo producendo una grande quantità di opere.
Suo padre era un sacerdote come molti della sua famiglia. Il suo primo lavoro fu in Inghilterra come commerciante, con discreto successo. Era una persona allegra e spensierata e viveva sereno come i ragazzi della sua età.
S’innamorò della figlia della sua padrona di casa ma, quando seppe che era impegnata con un altro uomo, il suo carattere cominciò a cambiare: non trovò conforto in nessun altro lavoro e neppure nella religione, per la quale aveva studiato molto. Ebbe un incarico come predicatore. La pietà che aveva per la povera gente, lo portò a regalare i suoi abiti vivendo come un barbone. I superiori lo giudicarono un fanatico e lo sollevarono dall’incarico. Verso il 1882, prese lezioni da un pittore amico di famiglia e iniziarono i suoi primi quadri ad olio. Intanto la sua vita si svolgeva ormai tra delusioni amorose, ideali infranti e una grande povertà.
Non era un genio pazzo, anzi era ben lucido, lavorava con metodo, ed era colto. Le sue idee artistiche sono espresse in centinaia di lettere, la maggior parte dedicate al fratello Theo e sono il più importante testamento spirituale mai lasciato da un artista.
Fu ancora respinto da una vedova e i suoi problemi esistenziali si ingigantirono, si creò, così, uno stretto legame con il fratello.
In questi primi anni da artista, dipinge ciò che è considerato il suo primo capolavoro: ” i mangiatori di patate“. Frequentò l’Accademia di belle arti. Andò a vivere a Parigi accanto al fratello che gli faceva da mercante d’arte e non tornò più in Olanda.
Si trasferì ad Arles dove provò a fondare il circolo degli artisti. Aiutato dal fratello, fece amicizia con Gauguin, con il quale visse per un periodo nonostante i caratteri diversi, Gauguin era essenzialmente un taciturno. Un giorno ebbero un feroce alterco. Van Gogh gli andò contro con un rasoio, ma Gauguin riuscì a fuggire e l’amico lo usò su se stesso tagliandosi un orecchio.
Cominciò così la sua malattia, la pazzia che lo portò alla distruzione. Intanto, tra un attacco e l’altro, continuava a lavorare febbrilmente. Ad Auvers, diventò amico del suo medico, Paul Cachet, amante d’arte, che ritrasse spesso. Diventò amico di Pissarrò, e altri artisti. Scoprì le stampe giapponesi. Ne fu letteralmente affascinato e riuscì ad possederne circa duecento. Iniziò l’avventura impressionistica, ma l’abbandonò quasi subito creandosi uno stile personale, un esclusivo modo di dipingere, mostrando la sua vera personalità. Realizzava i suoi quadri, “spatolando”, ossia, prendendo il colore direttamente dal tubetto, senza mescolarlo, puro.
La prima parte della sua produzione artistica è dedicata al disegno che eseguiva usando qualsiasi mezzo: cere, inchiostro, pastello, ecc. Scarica, specialmente nei paesaggi, tutti i suoi sentimenti, tanto da incupire i colori.
Il periodo trascorso ad Auvers, fu abbastanza felice, ma la malattia si ripresentò e lui disperato, si sparò al petto. Era il luglio del 1890, ed aveva solo trentasette anni. Suo fratello non gli sopravvisse che soltanto sei mesi.
Maria Celeste Cipolla
